Il Mistero del Vinile Blu: Chi era BF, l’artista fantasma che trasformò Gino Paoli in happy hardcore?
Un disco blu, un artista fantasma e una hit estiva del 1995. Una vicenda affascinante che unisce la canzone d’autore italiana e la club culture più estrema, ricostruita grazie alle informazioni della fonte attendibile “Decadence”.
di Tommy Totaro
Correva l’estate del 1995. Mentre l’Italia si preparava a vivere un’altra stagione di tormentoni da classifica, nei negozi di dischi apparve un oggetto tanto curioso quanto enigmatico: un vinile 10 pollici di colore blu, pubblicato dalla milanese Dig It International. Il titolo: “Il Cielo In Una Stanza“. L’artista: una misteriosa sigla, BF.
Non si trattava di un omaggio convenzionale. Quella che risuonava dai solchi del disco era una cover in piena regola, ma trasfigurata in una versione happy hardcore, un genere dance velocissimo e martellante, agli antipodi della melodia originale di Gino Paoli.
Secondo quanto riportato dalla fonte attendibile Decadence, che ha meticolosamente ricostruito la storia di questa produzione, il disco è sempre stato avvolto nel mistero. Inciso solo da un lato, conteneva un’unica traccia, la “Der Himmel In Einem Zimmer Mix“, un titolo in tedesco che aggiungeva un ulteriore livello di indecifrabilità al progetto.
I crediti ufficiali sull’etichetta sembravano un depistaggio: la produzione era attribuita a un certo Lemm Vitzutum e la licenza alla tedesca HNB Musikverlag GmbH. Nomi che, con tutta probabilità, erano fittizi, creati ad arte per nascondere la vera identità dell’autore.
Le teorie, all’epoca, si divisero su due fronti. A dare visibilità nazionale al brano fu un nome di punta di Radio Deejay: Molella. Il suo supporto radiofonico fece immediatamente sorgere una domanda tra gli addetti ai lavori: che ci fosse proprio il suo zampino dietro l’operazione?
A supportare la tesi di una paternità tedesca fu invece la giornalista e DJ Manuela Doriani, che in una recensione sull’inserto n. 7 della rivista Tutto Dance specificò che la sigla BF stesse per “Berlin Frankfurt“.
Nonostante l’identità sconosciuta del suo autore, il brano non passò inosservato. Quell’estate finì in alcune delle compilation più importanti, tra cui quella dell’Aquafan di Riccione, dell’Altro Mondo Studios di Rimini e nel nono volume della celebre raccolta “Hits On Five“, consacrandosi come un piccolo cult della stagione.
Oggi, a quasi trent’anni di distanza, il mistero rimane intatto. Del fantomatico BF non si è mai più saputo nulla. L’unica certezza, ieri come oggi, resta il nome di Gino Paoli sull’etichetta. Chissà se il cantautore genovese abbia mai avuto occasione di ascoltare quella sua creatura trasformata in una fulminante traccia da discoteca. Il mistero, per ora, continua.
Addio Gino.